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GOJI il frutto di lunga vita

Posted By lanfree in news
giugno / 3 / 2016

La pianta del Goji (Lycium Barbarum) proviene dalla regione interna della Mongolia e viene coltivata sulle montagne tra i 1300m-1500 m.
Le bacche essiccate di Goji sono presenti comunemente nella dieta delle popolazioni Tibetane, considerate tra le popolazioni più longeve al mondo. 
Il succo è ottenuto per spremitura a freddo delle bacche fresche.
Le bacche di Goji contengono una varietà di sostanze nutritive biodisponibili (vitamine, minerali, antiossidanti, proteine) che le rende particolarmente indicate in caso di:
– stress fisico e mentale,
– attività sportiva e recupero muscolare,
– convalescenza e spossatezza,
– invecchiamento cutaneo.
I principali costituenti isolati:
– betacarotene, luteina, licopene, zeaxantina;
– vitamina A (fondamentale per la salute e la bellezza di pelle, unghie, capelli),vitamina C, vitamina E, Riboflavina;
– polisaccaridi;
– Calcio, Potassio, Magnesio, Ferro, Zinco, Selenio;
– 5 acidi grassi insaturi (tra cui il linoleico e alfa-linoleico) utili per la salute del sistema cardiocircolatorio;
– betaina (agente idratante utilizzato in molte formulazioni cosmetiche);
– proteine,
– fibre.
A chi consigliare il succo di Goji?
⁃ allo sportivo che cerca un’integrazione di minerali più naturale;
⁃ alla signora particolarmente attenta a prevenire l’invecchiamento cutaneo;
⁃ all’anziano per proteggere le cellule della retina da fenomeni di degenerazione (es. maculopatie),
⁃ al vegetariano- vegano che cerca un’integrazione proteica.  
In definitiva le bacche di Goji nutrono e rinvigoriscono l’organismo, e rafforzano le difese immunitarie: sono un ottimo sostituto 100% naturale al classico multivitaminico di sintesi. Sono tra i frutti più ricchi di antiossidanti al mondo e per tale ragione contrastano l’attività nociva dei radicali liberi prevenendo l’invecchiamento precoce dei tessuti.

STRESS E STANCHEZZA STAGIONALE

Posted By lanfree in news
marzo / 25 / 2016

 

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Lo stress è un problema che interessa sempre di più il mondo occidentale, anche bambini e ragazzi in età scolare. La condizione di stanchezza è associata spesso ad uno stato globale di debilitazione caratterizzato sia da una netta diminuzione della forza muscolare che della capacità di concentrazione intellettive.La presenza di stress fisici e psichici quotidiani e che tendono a protrarsi per lunghi periodi possono generare dei sintomi caratteristici tali da definire lo stress psicofisico una vera e propria “sindrome”.Nel contesto di quest’ultima sono comunemente identificabili :
-Diminuita resistenza alla fatica
-Maggior difficoltà di concentrazione
-Comparsa o esacerbazione di cefalea
-Alterazioni del tono dell’umore ad impronta depressiva
-Riduzione delle difese immunitarie
CHE FARE?
Una volta escluse le cause note di astenia ,quale ad esempio l’ipotiroidismo ,un provvedimento senz’altro sempre appropriato è quello relativo all ‘adozione di uno stile di vita sano accompagnato dall’uso di rimedi di origine naturale distinti in alimenti nutraceutici o piante definite adattogene. Un nutraceutici è un “alimento – farmaco “che associa a componenti nutrizionali le proprietà curative di principi attivi naturali estratti da vegetali di comprovata e riconosciuta efficacia. Tra le sostanze considerate più efficaci nei confronti dell ‘ astenia ricordiamo:
-L’ACIDO ASCORBICO O VITAMINA C
Questa vitamina assorbita per via orale è dotata di rilevanti proprietà antiossidanti, favorisce la corretta funzione del sistema immunitario ,promuove il trofismo tissutale,favorisce l’integrità vasale delle arterie sia di calibro maggiore che minore.Il fabbisogno quotidiano di vitamina C è di circa 60 mg al giorno ed è possibile una carenza relativa nel soggetto che non usi un congruo quantitativo quotidiano di frutta e verdura.
-LA CREATINA
La creatina è un composto intermedio dei processi metabolici preposti alla produzione di energia. È fondamentale per l’attività muscolare. La creatina è prodotta dal fegato a partire dagli aminoacidi arginina,metionina e glicina.E’ presente in discreta quantità nel pesce e nella carne e il suo fabbisogno è coperto sostanzialmente dalla sintesi endogena. Ovviamente il fabbisogno di creatina diviene maggiore in condizioni di stress psicofisico e perciò può essere utile una supplementazione di creatina nell’ordine di 1 g al giorno.
– LA FITOTERAPIA
Le piante fitoterapiche che possono offrire un valido aiuto vengono definite adattogene. Un adattogeno, secondo la definizione data da Brekhman ,dovrebbe offrire in modo aspecifico una resistenza verso stimoli o fattori di stress e allo stesso tempo agire da stabilizzatore/normalizzatore generale senza indurre effetti indesiderati.Tra le droghe ad azione adattogene le più conosciute sono:
-Il Ginseng

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La droga è rappresentata dalle radici (di almeno 6 anni)che dopo la raccolta viene essiccata in vario modo. Il tipo riconosciuto come officinale dalle Farmacopee Europee è quello bianco.La radice di ginseng contiene principalmente delle saponine triterpeniche denominate ginsenosidi. Le attività farmacologiche che sono state ipotizzate sono numerose e variano dalla stimolazione del sistema nervoso centrale, alla modulazione del sistema immunitario e dagli effetti metabolici a quelli antitumorali. È consigliabile utilizzare estratti standardizzati in ginsenosidi e la posologia consigliata è di 20-25mg /die per non più di due mesi consecutivi. Gli effetti collaterali quali tachicardia, insonnia,ipertensione si presentano solo a seguito di dosaggi elevati.
-Eleuterococco Senticosus

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L’Eleuterocco Senticosus è conosciuto come ginseng siberiano per le sue proprietà simili al ginseng .Il Ginseng Siberiano agisce sul sistema immunitario stimolando la produzione di linfociti, aumenta i livelli di ossigeno, abbassa i livelli di glicemia e colesterolo e facilità la circolazione sanguigna. Le sostanze attive di questa pianta sono concentrate nelle radici e in parte anche nelle foglie e sono costituite da una miscela di eleuterosidi,steroli,glucosidi,cumarine,acidi fenolici e saponine che rende L’Eleuterocco un elisir di lunga vita in grado di stimolare il metabolismo ed equilibrare l’energia. È consigliabile utilizzare l’estratto secco titolato in eleuterosidi >1% pari a 100-200mg per tre volte al giorno. Ne è sconsigliato l’uso nei soggetti ipertesi,nei bambini sotto i 12 anni,nelle donne in gravidanza e che allattato.

-LA Rhodiola Rosea

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La Rhodiola Rosea è una pianta originaria del nord Europa. Studi recenti hanno dimostrato che la rhodiola accorcia il tempo di recupero muscolare dopo intenso esercizio fisico in parte perché aumenta la sintesi di proteine e in parte perché favorisce la penetrazione del glucosio nelle cellule aumentano i livelli di ATP (adenosintrifosfato)e CP (creatinfosfato).Inoltre aumenta i livelli plasmatica di beta endorfine il che aiuta ad attenuare le modificazioni ormonali che si verificano nel corso dello stress psicofisico. Nella pratica clinica si utilizza l’estratto secco idroalcolico della radice di rhodiola titolato al 3% di rosavin il principio attivo più importante. L’utilizzo di Rhodiola è sconsigliata negli soggetti che soffrono di ipertensione, sovraeccitabilita’ e stati febbrili.

La rivoluzione facile.

Posted By lanfree in news
febbraio / 8 / 2016

“..con l’occasione ci tengo a confermarle che l’Hurom è stato un ottimo acquisto!” (Daniela, ’66).
Questi messaggi fanno veramente piacere, e ci fanno percepire l’efficacia delle nostre proposte.

Pensare a rimettersi in forma significa prestare nuova attenzione alle esigenze del nostro metabolismo. Frutta e soprattutto verdura devono essere più abbondanti e più facili, magari usando Hurom tutti i giorni, come già fanno i nostri utenti più sgamati. Questa è una delle immagini che vedrete in questi giorni a Mantova!
Vi piace?

MENINGITE: FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Posted By lanfree in news
febbraio / 7 / 2016

meningiteNel 2015, in Toscana, è stato registrato un aumento dei casi di meningite da meningococco C.
Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma piuttosto di una circolazione anomala di un particolare ceppo di meningococco C.

E’ in corso un’epidemia?
Secondo gli esperti si dovrebbe piuttosto parlare di «iper-endemia», cioè di un eccesso di persone, portatrici del batterio, che aumentano così la probabilità che un individuo si ammali o trasmetta il germe ad altri. Il meningococco, responsabile della malattia, è normalmente presente nelle vie respiratorie del 10% circa degli individui, senza dare alcun problema. Solo l’1% degli infetti, ma anche meno, ha un rischio di sviluppare la malattia. Di solito, i casi di meningite batterica in Italia (circa 900 all’anno, relativamente pochi rispetto ad altri Paesi europei) sono sporadici. Può accadere, però, che si presentino con frequenza elevata (sono piccoli focolai epidemici che si chiamano “cluster”) in una determinata zona (adesso in Toscana, ma, negli ultimi anni, sono stati segnalati 48 piccoli cluster) senza che se ne conosca la ragione.

Cos’è la meningite?
La meningite è una infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che racchiudono e proteggono il cervello e il midollo spinale, causata da batteri o virus.
La meningite virale, detta “asettica”, in genere si risolve spontaneamente senza conseguenze.
La meningite batterica, come quella di cui si sta parlando, è invece una malattia molto seria che può diventare grave se non viene curata per tempo, specialmente perché, in alcuni casi, può determinare una disseminazione dei batteri nell’organismo tramite il sangue (sepsi). I batteri che più frequentemente la generano sono lo Pneumococco, l’Haemophilus influenzae e, appunto, il Meningococco, responsabile dei casi verificatisi in Toscana.

Come si trasmette
Il contagio del Meningococco avviene per via respiratoria, tra persone che sono state a stretto contatto, attraverso le gocce di saliva e, per via indiretta, anche attraverso il contatto con secrezioni orali. Nella maggior parte dei casi si determina uno stato di portatore completamente asintomatico e transitorio mentre solo una minima parte delle persone sviluppa la malattia.

Quali sono i sintomi
La meningite spesso si manifesta in modo improvviso e con sintomi in prevalenza associati tra loro:
febbre elevata, mal di testa, dolore e rigidità della nuca, nausea e vomito, forte debolezza e prostrazione, chiazze cutanee diffuse.

Come prevenire
I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dall’organismo umano e sono molto sensibili ai comuni disinfettanti ed alla luce del sole.
Essendo il contagio interumano, si possono adottare misure di igiene e protezione individuali quali:

• evitare luoghi chiusi ed affollati e contatti ravvicinati con le persone;
• in caso di colloqui prolungati, tenere una distanza di almeno un metro dall’interlocutore;
• non scambiare oggetti di uso personale (bicchieri, sigarette, ecc.);
• mantenere pulite le superfici (interruttori, telefoni, tastiere, maniglie, rubinetti, pulsantiere dei citofoni o dell’ascensore, tavoli e scrivanie) perché possono venire contaminate;
• arieggiare spesso i luoghi dove si vive e si lavora;
• lavarsi le mani con cura e più volte al giorno con acqua e sapone, in particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiato il naso.

La vaccinazione
La vaccinazione è la misura più efficace per ridurre e contrastare la diffusione delle infezioni trasmesse dalle malattie batteriche invasive, poiché assicura non solo una protezione diretta del vaccinato, ma anche indiretta, nei confronti della popolazione generale, in quanto riduce la circolazione del batterio negli eventuali portatori.
Il vaccino contro il meningococco C è efficace nel 90-95% dei casi. La protezione immunitaria, però, tende a diminuire nel tempo, in alcuni individui più rapidamente rispetto ad altri. Malattie intercorrenti, anche lievi, come una semplice influenza, possono contribuire ad abbassare le difese.
Secondo il Prof. Massimo Delfino, Specialista in Medicina Interna e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, la ripresa di questa malattia si spiega in tre modi: il primo è una ripresa generale di tutte le malattie infettive legata al vivere in comunità e in situazioni di affollamento; il secondo è che il vaccino per questo tipo di meningite (non obbligatorio), che esiste in realtà da diversi anni, è sempre stato utilizzato molto poco; il terzo è che c’è un movimento ideologico che condanna e colpevolizza i vaccini in generale, accusati di patologie soprattutto nell’ambito dell’apprendimento e delle capacità cognitive.