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MENINGITE: FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Posted By lanfree in news
febbraio / 7 / 2016

meningiteNel 2015, in Toscana, è stato registrato un aumento dei casi di meningite da meningococco C.
Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma piuttosto di una circolazione anomala di un particolare ceppo di meningococco C.

E’ in corso un’epidemia?
Secondo gli esperti si dovrebbe piuttosto parlare di «iper-endemia», cioè di un eccesso di persone, portatrici del batterio, che aumentano così la probabilità che un individuo si ammali o trasmetta il germe ad altri. Il meningococco, responsabile della malattia, è normalmente presente nelle vie respiratorie del 10% circa degli individui, senza dare alcun problema. Solo l’1% degli infetti, ma anche meno, ha un rischio di sviluppare la malattia. Di solito, i casi di meningite batterica in Italia (circa 900 all’anno, relativamente pochi rispetto ad altri Paesi europei) sono sporadici. Può accadere, però, che si presentino con frequenza elevata (sono piccoli focolai epidemici che si chiamano “cluster”) in una determinata zona (adesso in Toscana, ma, negli ultimi anni, sono stati segnalati 48 piccoli cluster) senza che se ne conosca la ragione.

Cos’è la meningite?
La meningite è una infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che racchiudono e proteggono il cervello e il midollo spinale, causata da batteri o virus.
La meningite virale, detta “asettica”, in genere si risolve spontaneamente senza conseguenze.
La meningite batterica, come quella di cui si sta parlando, è invece una malattia molto seria che può diventare grave se non viene curata per tempo, specialmente perché, in alcuni casi, può determinare una disseminazione dei batteri nell’organismo tramite il sangue (sepsi). I batteri che più frequentemente la generano sono lo Pneumococco, l’Haemophilus influenzae e, appunto, il Meningococco, responsabile dei casi verificatisi in Toscana.

Come si trasmette
Il contagio del Meningococco avviene per via respiratoria, tra persone che sono state a stretto contatto, attraverso le gocce di saliva e, per via indiretta, anche attraverso il contatto con secrezioni orali. Nella maggior parte dei casi si determina uno stato di portatore completamente asintomatico e transitorio mentre solo una minima parte delle persone sviluppa la malattia.

Quali sono i sintomi
La meningite spesso si manifesta in modo improvviso e con sintomi in prevalenza associati tra loro:
febbre elevata, mal di testa, dolore e rigidità della nuca, nausea e vomito, forte debolezza e prostrazione, chiazze cutanee diffuse.

Come prevenire
I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dall’organismo umano e sono molto sensibili ai comuni disinfettanti ed alla luce del sole.
Essendo il contagio interumano, si possono adottare misure di igiene e protezione individuali quali:

• evitare luoghi chiusi ed affollati e contatti ravvicinati con le persone;
• in caso di colloqui prolungati, tenere una distanza di almeno un metro dall’interlocutore;
• non scambiare oggetti di uso personale (bicchieri, sigarette, ecc.);
• mantenere pulite le superfici (interruttori, telefoni, tastiere, maniglie, rubinetti, pulsantiere dei citofoni o dell’ascensore, tavoli e scrivanie) perché possono venire contaminate;
• arieggiare spesso i luoghi dove si vive e si lavora;
• lavarsi le mani con cura e più volte al giorno con acqua e sapone, in particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiato il naso.

La vaccinazione
La vaccinazione è la misura più efficace per ridurre e contrastare la diffusione delle infezioni trasmesse dalle malattie batteriche invasive, poiché assicura non solo una protezione diretta del vaccinato, ma anche indiretta, nei confronti della popolazione generale, in quanto riduce la circolazione del batterio negli eventuali portatori.
Il vaccino contro il meningococco C è efficace nel 90-95% dei casi. La protezione immunitaria, però, tende a diminuire nel tempo, in alcuni individui più rapidamente rispetto ad altri. Malattie intercorrenti, anche lievi, come una semplice influenza, possono contribuire ad abbassare le difese.
Secondo il Prof. Massimo Delfino, Specialista in Medicina Interna e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, la ripresa di questa malattia si spiega in tre modi: il primo è una ripresa generale di tutte le malattie infettive legata al vivere in comunità e in situazioni di affollamento; il secondo è che il vaccino per questo tipo di meningite (non obbligatorio), che esiste in realtà da diversi anni, è sempre stato utilizzato molto poco; il terzo è che c’è un movimento ideologico che condanna e colpevolizza i vaccini in generale, accusati di patologie soprattutto nell’ambito dell’apprendimento e delle capacità cognitive.

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