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Perché dobbiamo sverminare il nostro cane

febbraio / 25 / 2016

Sverminare un cucciolo è importante sia per la sua salute sia per la nostra.
I piccoli animali possono parassitarsi per contaminazione dell’ambiente esterno o per trasmissione dalla madre in gravidanza attraverso la placenta.
Alterazioni del transito, prurito anale, aspetto non sano, stentata crescita sono i sintomi più frequenti, non rari i quadri di anemia e di occlusioni intestinali.
La diagnosi viene fatta sui sintomi e tramite la ricerca dei parassiti nelle feci.
Alcuni vermi possono essere trasmessi dal cane all’uomo (zoonosi) e dare origine a malattie talora gravi se non ben diagnosticate.
I parassiti più pericolosi sono la tenia Echinococco e il toxocara cani che nell’uomo originano rispettivamente l’echinococcosi e l’ascaridiosi.
Per vivere in tranquillità con il nostro cane si consiglia di sverminare:
– le femmine prima del parto (due settimane prima);
– l cuccioli a 3 settimane di età (per eliminare i vermi che la madre può avere trasmesso) e dopo ogni tre mesi fino al compimento di un anno;
– i cani adulti almeno due volte all’anno;
– tutti i soggetti dopo un’infestazione di pulci.
Grazie alla disponibilità di vermifughi di ultima generazione il trattamenti sono praticamente innocui.

Leonardo Soregaroli

Vaccinare il nostro cane è importante

febbraio / 25 / 2016

Dopo aver sverminato il nostro cucciolo dobbiamo vaccinarlo.
Non bisogna dimenticare che la vaccinazione è l’unico intervento che possiamo fare per difendere il nostro cane da malattie ad alto rischio di contagiosità e mortalità.
Non esiste un unico protocollo vaccinale, questo verrà deciso in base al rischio a cui è esposto l’animale e alla sua salute.

Possiamo distinguere tra vaccini di base e accessori.
I vaccini di base sono finalizzati a proteggere l’animale verso le forme più presenti e sono:
– La parvovirosi, malattia virale caratterizzata da vomito, diarrea e immunodepressione;
– La leptospirosi, forma batterica che colpisce i reni e il fegato,
– Il cimurro, virosi caratterizzata da sintomi respiratori, gastroenterici e nervosi;
– L’ adenovirosi canina, forma virale che colpisce l’albero respiratorio.
I vaccini accessori vengono effettuati quando il rischio della malattia lo richiede; si può quindi rendere necessaria una immunizzazione contro:
– Bordetella bronchiseptica (responsabile tosse dei canili);
– Virus Parainfluenza-3;
– Herpesvirus-1 canino;
– Virus della Rabbia;
– Corona virus canino.
Si consiglia di iniziare le vaccinazioni del cucciolo verso la 5°- 8° settimana di vita. Non prima, perché gli anticorpi trasmessi dalla madre con il colostro durante la lattazione potrebbero rendere meno efficace il vaccino e non troppo tardi perché questa naturale protezione potrebbe venire a meno.

Si suggerisce il seguente schema vaccinale di base:
– Vaccino contro parvovirosi ad alto titolo a 40 giorni di età, da ripetere a 60 giorni di età con titolo normale.
Dopo 15 giorni:
– Vaccino trivalente contro cimurro, adenovirus e leptospira, da ripetere dopo 3 settimane.
Si consigliano richiami annuali.

Leonardo Soregaroli

I dubbi sulla vaccinazione nel cane

febbraio / 25 / 2016

Alcuni proprietari non vogliono vaccinare il proprio cane perché temono delle reazioni pericolose.
In realtà esistono dei rischi e delle controindicazioni legati alla pratica vaccinale che devono essere valutati e confrontati con i benefici che si ottengono dalla stessa.
Il vaccino è una preparazione a base di virus o batteri inattivati che inoculata nell’animale stimola il sistema immunitario.
L’animale potrebbe reagire all’iniezione con febbre e un leggero gonfiore nel punto d’inoculo.
Molto rari sono i casi di shock anafilattico con rischio della perdita del soggetto; eventi che comunque potrebbero verificarsi con la somministrazione di qualsiasi altro farmaco.
Alcuni ricercatori avrebbero di recente notato l’aumento di forme allergiche e malattie autoimmuni in cani vaccinati ripetutamente; rapporti che devono essere meglio chiariti e approfonditi.
Ben più importanti sono invece i benefici della vaccinazione.
Vaccinare significa tutelare l’animale da malattie che sicuramente sarebbero fatali, evitare la diffusione delle stesse ad altri cani e, nel caso di zoonosi, all’uomo.
Stimolare il sistema immunitario del nostro animale è utile per la sua salute e deve essere fatto nei tempi giusti, cercando di non effettuare interventi non necessari sia per i basso rischio della presenza della malattia nell’ambiente sia per la copertura che l’animale può avere conservato da precedenti interventi immunizzanti..
Sicuramente importante è adottare delle semplici precauzioni per evitare gli effetti indesiderati della vaccinazione. Si consiglia:
– Sverminare l’animale prima della vaccinazione;
– Non vaccinare animali troppo piccoli sia per evitare l’inattivazione degli anticorpi presenti nel latte materno, sia perché l’organismo non risponderebbe adeguatamente;
– Non vaccinare femmine in gravidanza;
– Vaccinare solo animali sani.

Leonardo Soregaroli

La rivoluzione facile.

Posted By lanfree in news
febbraio / 8 / 2016

“..con l’occasione ci tengo a confermarle che l’Hurom è stato un ottimo acquisto!” (Daniela, ’66).
Questi messaggi fanno veramente piacere, e ci fanno percepire l’efficacia delle nostre proposte.

Pensare a rimettersi in forma significa prestare nuova attenzione alle esigenze del nostro metabolismo. Frutta e soprattutto verdura devono essere più abbondanti e più facili, magari usando Hurom tutti i giorni, come già fanno i nostri utenti più sgamati. Questa è una delle immagini che vedrete in questi giorni a Mantova!
Vi piace?

MENINGITE: FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Posted By lanfree in news
febbraio / 7 / 2016

meningiteNel 2015, in Toscana, è stato registrato un aumento dei casi di meningite da meningococco C.
Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma piuttosto di una circolazione anomala di un particolare ceppo di meningococco C.

E’ in corso un’epidemia?
Secondo gli esperti si dovrebbe piuttosto parlare di «iper-endemia», cioè di un eccesso di persone, portatrici del batterio, che aumentano così la probabilità che un individuo si ammali o trasmetta il germe ad altri. Il meningococco, responsabile della malattia, è normalmente presente nelle vie respiratorie del 10% circa degli individui, senza dare alcun problema. Solo l’1% degli infetti, ma anche meno, ha un rischio di sviluppare la malattia. Di solito, i casi di meningite batterica in Italia (circa 900 all’anno, relativamente pochi rispetto ad altri Paesi europei) sono sporadici. Può accadere, però, che si presentino con frequenza elevata (sono piccoli focolai epidemici che si chiamano “cluster”) in una determinata zona (adesso in Toscana, ma, negli ultimi anni, sono stati segnalati 48 piccoli cluster) senza che se ne conosca la ragione.

Cos’è la meningite?
La meningite è una infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che racchiudono e proteggono il cervello e il midollo spinale, causata da batteri o virus.
La meningite virale, detta “asettica”, in genere si risolve spontaneamente senza conseguenze.
La meningite batterica, come quella di cui si sta parlando, è invece una malattia molto seria che può diventare grave se non viene curata per tempo, specialmente perché, in alcuni casi, può determinare una disseminazione dei batteri nell’organismo tramite il sangue (sepsi). I batteri che più frequentemente la generano sono lo Pneumococco, l’Haemophilus influenzae e, appunto, il Meningococco, responsabile dei casi verificatisi in Toscana.

Come si trasmette
Il contagio del Meningococco avviene per via respiratoria, tra persone che sono state a stretto contatto, attraverso le gocce di saliva e, per via indiretta, anche attraverso il contatto con secrezioni orali. Nella maggior parte dei casi si determina uno stato di portatore completamente asintomatico e transitorio mentre solo una minima parte delle persone sviluppa la malattia.

Quali sono i sintomi
La meningite spesso si manifesta in modo improvviso e con sintomi in prevalenza associati tra loro:
febbre elevata, mal di testa, dolore e rigidità della nuca, nausea e vomito, forte debolezza e prostrazione, chiazze cutanee diffuse.

Come prevenire
I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dall’organismo umano e sono molto sensibili ai comuni disinfettanti ed alla luce del sole.
Essendo il contagio interumano, si possono adottare misure di igiene e protezione individuali quali:

• evitare luoghi chiusi ed affollati e contatti ravvicinati con le persone;
• in caso di colloqui prolungati, tenere una distanza di almeno un metro dall’interlocutore;
• non scambiare oggetti di uso personale (bicchieri, sigarette, ecc.);
• mantenere pulite le superfici (interruttori, telefoni, tastiere, maniglie, rubinetti, pulsantiere dei citofoni o dell’ascensore, tavoli e scrivanie) perché possono venire contaminate;
• arieggiare spesso i luoghi dove si vive e si lavora;
• lavarsi le mani con cura e più volte al giorno con acqua e sapone, in particolare dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiato il naso.

La vaccinazione
La vaccinazione è la misura più efficace per ridurre e contrastare la diffusione delle infezioni trasmesse dalle malattie batteriche invasive, poiché assicura non solo una protezione diretta del vaccinato, ma anche indiretta, nei confronti della popolazione generale, in quanto riduce la circolazione del batterio negli eventuali portatori.
Il vaccino contro il meningococco C è efficace nel 90-95% dei casi. La protezione immunitaria, però, tende a diminuire nel tempo, in alcuni individui più rapidamente rispetto ad altri. Malattie intercorrenti, anche lievi, come una semplice influenza, possono contribuire ad abbassare le difese.
Secondo il Prof. Massimo Delfino, Specialista in Medicina Interna e Malattie Infettive dell’Università La Sapienza di Roma, la ripresa di questa malattia si spiega in tre modi: il primo è una ripresa generale di tutte le malattie infettive legata al vivere in comunità e in situazioni di affollamento; il secondo è che il vaccino per questo tipo di meningite (non obbligatorio), che esiste in realtà da diversi anni, è sempre stato utilizzato molto poco; il terzo è che c’è un movimento ideologico che condanna e colpevolizza i vaccini in generale, accusati di patologie soprattutto nell’ambito dell’apprendimento e delle capacità cognitive.